Quanto mi manchi

Socrate, l’amore è mancarsi sempre
 
di Massimo Gramellini su ” La Stampa”
Come tutti i grandi filosofi, Socrate è un diesel. Parte flemmatico, quasi neghittoso, e un passetto dopo l’altro ti porta a scalare le montagne. Comincia con l’elogiare i discorsi degli altri commensali e intanto arrota i coltelli dialettici con cui li affetterà. Chi è Eros?, si domanda. E’ amore di qualcosa, desiderio di qualcosa. Ma se lo desidera, significa che non lo possiede. Ne consegue che noi amiamo soltanto ciò che non abbiamo.
Cosa mi sta dicendo, quell’uomo petulante? Che appena ottengo qualcosa, io smetto di amarla? In effetti è proprio questo l’interrogativo che anima buona parte delle lettere che arrivano alla posta del cuore. L’energia dell’amore chiedono i tanti cuori abbandonati o traditi – si esaurisce con la conquista oppure esiste un modo per trattenerla anche in seguito?
 
Dopo avere seminato il panico per i millenni a venire, Socrate sembra indicare una via d’uscita. Certo, un povero ama la ricchezza perché non la possiede. Però anche un ricco può amare la ricchezza e un sano la salute. Nel senso che amano poterle avere anche in futuro: in una dimensione temporale, cioè, in cui non le possiedono ancora. Perciò è possibile continuare ad amare una persona anche dopo averla conquistata. Succede quando desideri conquistarla anche in futuro. E’ la tensione verso un obiettivo non ancora raggiunto che tiene in vita Eros.
Bisogna sempre essere affamati, direbbe Steve Jobs. L’amore vive finché si fanno progetti e sogni in suo nome. Finché si coniugano i verbi al futuro. Finché coloro che si amano non smettono mai, almeno un po’, di mancarsi.
 
Simposio 
di Platone (IV sec. a.C.) 
Discorso di Socrate (prima parte) 

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Quanto mi manchiultima modifica: 2013-07-31T22:57:09+02:00da gattacenrentola
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